La sede

La storia ed il destino del monastero di Santa Chiara, edificio costruita su pianta rotonda da Francesco di Giorgio Martini dall’incerta data di edificazione, sono entrambi strettamente legati alla storia della famiglia ducale, per essere stata coinvolta in anni burrascosi nelle dispute storiche tra i Borgia e i Montefeltro, per cui la piccola chiesa conventuale fu teatro di rapimenti e attenzioni non sempre estetiche ed architettoniche.

Nel monastero furono inoltre sepolti alcuni protagonisti dell’epoca, tra cui Francesco Maria I, morto nel 1538, per il quale, secondo la testimonianza dei Vasari, Bartolomeo Ammannati, “fiorentino scultore, allora molto giovane”, eseguì la tomba ducale disegnata da Gerolamo Genga.

In seguito, altri personaggi della famiglia ducale furono qui trasferiti. Il monastero fu quindi oggetto di interventi perdendo così la scarna fisionomia architettonica martiniana arricchendosi in seguito di forme cinquecentesche e secentesche, sia all’ interno sia all’esterno.

Francesco Maria II, come risulta da alcuni documenti del 1627 e 1629 decise poi “di fare dai fondamenti la chiesa”: si trattò quindi di un progetto di riedificazione, in realtà poi ridotto a una ripresa delle decorazioni interne e ad un semplice ed interno intervento sulla facciata.

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